Stefano Borgonovo PDF Stampa E-mail

(dal sito www.fondazionestefanoborgonovo.it )

Stefano Borgonovo è nato a Giussano il 17 marzo 1964. E' sposato con Chantal ed ha 4 figli: Andrea (nato nel 1988), Alessandra (1990), Benedetta (1997) e Gaia (2003).

Stefano è nato con il pallone al piede. Aveva soltanto 10 anni quando fu segnalato al Como da un osservatore. Due anni dopo entrava a far parte del settore giovanile del Calcio Como, uno dei migliori d'Italia, guidato da Mino Favini.

Inizia così la sua trafila nelle squadre giovanili, partendo dagli Esordienti fino alla Primavera, segnando gol a valanga. Poi l'esordio tra i professionisti: è l'inizio di una grande carriera che lo vede protagonista nel Como (dopo una positiva esperienza in B con la Sambenedettese), nella Fiorentina con Roberto Baggio, nel Milan, con il quale vince una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea e successivamente nell'Udinese, Pescara e Brescia.

Conclusa l'attività di calciatore, Stefano si dedica ai baby calciatori, creando una scuola calcio, la Extra Sport (con l'amico Marco Barollo, ex calciatore) che oggi gestisce il settore giovanile del Vis Nova Giussano. Borgonovo allena anche le giovanili del Como, tra le sue scoperte il difensore Santacroce, oggi giocatore del Napoli e dell'Italia Under 21.

Pur colpito dalla S.L.A., Stefano continua a seguire la sua scuola scuola calcio, seguendo quando gli è possibile le sue squadre a bordo campo, in carrozzina.

Ad Aprile del 2010 è usicto il suo libro "Attaccante nato", storia di un amore per la vita e per il calcio, edito da Rizzoli. Nel capitolo "La resurrezione" parla in modo inatteso dell'incontro con Omar Turati al Centro Clinico Nemo presso l'ospedale Niguarda di Milano nel 2008 e della canzone "Solo Libera l'Anima". Il ricavato della vendita del libro andrà a favore della sua "Fondazione Stefano Borgonovo - Onlus".

Borgonovo muore nel pomeriggio del 27 giugno 2013 all'età di 49 anni. In quel giorno si giocò la semifinale di FIFA Confederations Cup Spagna-Italia, che la nazionale azzurra disputò con il lutto al braccio.